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Cari Margherita Hack, Andrea Camilleri Don Gallo,
Promuovere una manifestazione democratica contro il regime, in questo delicato momento storico, non è soltanto un diritto ma soprattutto un dovere di ciascun cittadino che abbia veramente a cuore le sorti del Paese. Sabotare una manifestazione contro il regime o contrapporla strumentalmente ad un’altra di eguale rilevanza, chiunque lo faccia (anche se si chiama Flores D’Arcais, direttore di Micromega) e per qualsiasi ragione tattica, è un atto di puro collaborazionismo con il regime. Inutile dire qual è la situazione, chiunque viva il Paese reale nei territori, nelle scuole, nei luoghi di lavoro (e non nei salotti e nei club) sa benissimo che il progressivo logoramento delle basi costituzionali coincide con il l’impoverimento della dimensione pubblica e della sfera sociale, dei diritti del lavoro e dei beni comuni.
Se si rompe il Patto Costituzionale, così come sta accadendo in questi mesi, in questi giorni, ciò che si realizza è l’arbitrio, la legge del più forte, la sospensione della democrazia. In una parola: l’apoteosi del berlusconismo. Per questo la difesa della Costituzione va rimessa al centro dell’iniziativa politica e culturale; per questo la partecipazione civile e democratica dei cittadini va incentivata sempre, in ogni luogo, da chiunque promossa: perché è solo nella partecipazione alla vita politica del Paese che si rintracciano i germi della riscossa e della volontà di cambiamento. Mai e poi mai una coscienza democratica, mossa da autentica passione civile dovrebbe scoraggiare la partecipazione.
Il 2 ottobre saremo in piazza per chiedere ancora una volta le dimissioni degli artefici principali del disastro politico, morale e sociale del Paese, Berlusconi e la sua cricca; per chiedere di rimuovere le condizioni che ne hanno consentito l’ascesa: una nuova legge elettorale e sul conflitto di interessi; e per proporre alcune vie di fuoriuscita dal pantano berlusconista: Realizzare la Costituzione a partire dall’Articolo 1 (L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro); promuovere i principi di legalità, la libertà di espressione, la società della conoscenza. L’Italia che vorremmo e che meriteremmo.
Queste sono le nostre richieste. Per questo vi chiediamo di scendere con noi in piazza a Roma il 2 ottobre, di parlare a noi e a tutto il popolo della Costituzione, di donarci quel contributo di saggezza politica che a noi serve per guardare avanti con fiducia.
Siamo semplici cittadini, non siamo vip, non siamo firme da prima pagina, abbiamo nomi che non dicono niente e storie normali, forse banali. Non abbiamo televisioni, non abbiamo giornali ma soltanto una semplice pagina Facebook e un blog che non ci costa niente se non il tempo che vi dedichiamo gratuitamente sottraendolo alle nostre famiglie, ai nostri affetti e ai nostri interessi. Siamo semplici cittadini che sentono, come voi, l’urgenza di dire: Ora Basta.
Con infinita stima
Franz, Anna, Cristiana, Adele, Leo, Massimo, Carla, Alice, Paola, Silvia, Julia, Bruno, Giovanni, Stefania, Manola, Salvo, Elisa e altri promotori della manifestazione del 2 ottobre
